Trump, il cornuto e l’incendio del Reichstag

Continua il confronto a tutto campo fra le diverse opinioni, “senza veli” e senza censure, promosso dall’Occidentale su America, Trump, democrazia, libertà di espressione.

Posso riavere indietro i soldi spesi per andare al cinema a vedere film dove gli eroici poliziotti /soldati americani difendevano il Campidoglio e/o la Casa Bianca e/o il Pentagono da terroristi comunisti oppure islamici oppure psicotici oppure extraterrestri oppure scolopendre giganti ingrossate dopo esposizione a scorie nucleari. Sulla città di Washington dove erano presenti più di un milione di manifestanti nemmeno uno sparuto elicottero ha fatto vedere la sua presenza. “L’assalto al Campidoglio” di Washington ricorda sempre di più l’incendio del Reichstag, un incendio appiccato dai nazisti per due brillanti scopi: liberarsi del Reichstag che era il simbolo di civiltà e legalità, e questo non lo rendeva uno dei loro edifici preferiti, ma soprattutto accusare del crimine i loro avversari.
Il pensiero unico a reti unificate sta spiegando che il sei gennaio 2021 “la democrazia americana è stata attaccata e ha prevalso”. Mentre il congresso si preparava a proclamare la spettacolare vittoria di Biden, su istigazione Trump migliaia di terroristi domestici, per usare l’espressione con cui sono stati indicati, ha preso d’assalto il Campidoglio. Per salire su un aereo controllano fino alle tue mutande se per caso tu non abbia con te un paio di forbicine o una bottiglietta di acqua. In un posto dove c’erano il presidente degli Stati Uniti, il governo e tutto il senato, una persona con una bomba avrebbe potuto decapitare gli Stati Uniti e pure non c’era un accidente di nessuno che li ha fermati. I video mostrano che i poliziotti hanno tolto loro stessi le transenne. Ed è anche poco chiaro come sarebbe stato fatto quello che è stato descritto come un tentativo di colpo di Stato: i terroristi hanno invaso il Campidoglio per farsi un selfie con un tizio vestito da toro che ricorda Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo in “Io sono Pdor” e mettere i piedi sul tavolo di Nancy Pelosi.

Wow. Sui libri su cui avevo studiato la storia io i colpi di Stato si facevano in maniera diversa. Mi pare di ricordare che Pinochet si sia presentato con un carroarmato, non con la parodia di Aldo vestito da sciamano. Non è vero che c’è stato un assalto, tutti i video, tutti, mostrano la polizia che apre barriere per far entrare i “rivoltosi”, che una volta dentro rispettano le corde di velluto e si tengono in una fila ordinata scattandosi selfie con i poliziotti. Chi ha assistito, chi ha partecipato, ha parlato di una manifestazione estremamente pacifica fatta al 95% da famiglie. Non c’è stato nessun incitamento: sui social che ora lo hanno bannato il presidente Trump ha invitato le persone a manifestare il loro volere con la loro presenza, essendo la manifestazione una delle anime della democrazia. Quando sono scoppiati i tafferugli, Trump ha chiesto a un milione di persone di lasciare Washington, per evitare ulteriori guai, e loro hanno ubbidito. Lui aveva una forza di attacco di milione di persone e giustamente, saggiamente, l’ha rimandata a casa. Twitter e Facebook hanno chiuso gli account del presidente degli Stati Uniti così che non si potesse più vedere quanto i suoi messaggi incitassero alla pace. La violenza non c’è stata, non un solo manifestante ha ferito nessuno, e mettere i piedi sul tavolo di Nancy Pelosi onestamente non è una delle cose più terribili che si siano mai viste sotto il cielo del mondo. Tutto questo in una nazione è stata messa a ferro e fuoco dalle terrificanti manifestazioni dei BLM. La rivolta ha posto fine alla presidenza di Trump interrompendo una sessione che doveva essere fondamentale per ribaltare il voto del collegio elettorale, molti dei repubblicani di entrambe le Camere che stavano progettando di opporsi all’elezione di Biden si sono ritirati, e Trump potrebbe essere rimosso dall’incarico rendendo illegale per lui ricandidarsi in futuro.

Alcuni chiedono che i legislatori che appoggiano Trump siano espulsi dall’incarico . Il Washington Post ha affermato che “i repubblicani sediziosi devono essere ritenuti responsabili”. Anche la campagna anti-social media è ricominciata sul serio, con Parler e GAB già accusati di consentire il “linguaggio violento” sulle loro piattaforme. E, ancora più importante, tutte le indagini sulle interferenze straniere, in particolare della Cina sulle elezioni sono state bloccate per sempre.

Roberto Mazzoni, giornalista italiano che vive in Florida, che pubblica video sulla piattaforma Rumble, parla delle interferenze straniere nelle elezioni americane. Il rapporto d’intelligence che doveva stabilire se c’erano state influenze straniere nelle ultime elezioni americane è arrivato alla Commissione un giorno dopo la riunione del Parlamento per non influenzarne le decisioni. Si tratta di un rapporto confidenziale quindi non può essere reso pubblico. Il coordinatore John Ratcliffe, incaricato di stilare il rapporto conclusivo, ha dichiarato di voler analizzare la questione in modo neutrale ascoltando sia gli analisti che affermano che le influenze straniere ci sono state sia quelli che lo negano. Secondo alcuni la Cina ha agito in tal senso, mentre secondo altri le azioni della Cina non avevano lo scopo di condizionare i risultati elettorali. Entrambi i gruppi quindi sono d’accordo nel sostenere che la Cina ha agito, ma non sono d’accordo sul fatto che questo abbia condizionato il voto.

Barry Zulauf è stato chiamato a stabilire se ci fossero stati errori di procedura nella valutazione degli analisti. Dal resoconto inviato al Senato emerge che i dati sulla Russia vengono analizzati in modo diverso allo scopo di dimostrare che la Russia ha influenzato le elezioni e la Cina no, nonostante già a marzo, Richard Grenell, in un documento non confidenziale, indicasse che la Russia non stava sostenendo alcun candidato. Alcuni analisti sono influenzati dalla loro appartenenza politica, per cui i dati a sostegno di un intervento della Cina vengono occultati o minimizzati per non avvantaggiare Trump o per non alimentare lo scontro in Parlamento.

Il rapporto d’intelligence è inutile perché non c’è accordo sulle conclusioni. In anticipo sul rapporto, un altro esperto di sicurezza, William Evanina, avverte che il problema dell’interferenza nelle elezioni americane è rappresentato principalmente dai social media che manipolano la politica e l’opinione pubblica creando ed amplificando scontri, cita come esempio George Floyd, la cui uccisione da parte di un poliziotto, a Minneapolis, ha scatenato la reazione violenta di Antifa e Back Lives Matter con atti vandalici che per mesi hanno causato danni a proprietà private, negozi, mezzi di trasporto. Ogni volta che ci sono disordini, aumentano le persone sui social e il loro tempo di permanenza, quindi aumenta il guadagno. La manifestazione pacifica a Washington di circa cinquecentomila, forse un milione, di sostenitori di Trump viene definita terroristica anche se scontri sono avvenuti solo all’interno del Campidoglio e numerosissimi video testimoniano che la cosa è stata preparata e che i sostenitori di Trump hanno cercato di fermare gli agitatori. Le devastazioni BLM andate avanti per mesi, che hanno provocato morti, sono state giustificate. I Parlamentari e i Senatori che hanno votato per contestare i voti degli Stati in cui gli stessi Parlamenti li hanno dichiarati inattendibili vengono considerati traditori e sovversivi anche se i Democratici hanno fatto la stessa cosa tre volte negli ultimi venti anni in nome della difesa della Costituzione.

Trump ha interesse a lasciare quanto prima la Casa Bianca perché rischia l’impeachment da parte del suo stesso partito, mentre non ci sono i tempi tecnici per un impeachment da parte dei Democratici. I Repubblicani che gli hanno negato l’appoggio in Senato sono i più determinati a eliminarlo dalla scena politica.

Dal 20 gennaio Trump potrà agire e parlare liberamente. Non potrà usare Facebook. Il leader Democratico del Senato, Chuck Schumer, ha accusato i 75 milioni di americani che hanno votato Trump, di essere terroristi. Trump ha riunito a Washington i suoi elettori per farli sentire parte di un gruppo legittimo, visto che il Governo ha segnalato di non essere interessato a loro. Hanno bisogno di un leader e Trump ha promesso di esserlo. Donald Trump ha fatto tutte le azioni che era possibile fare legalmente perché l’elezione fosse regolare. Questa fase si è conclusa. Non può fare altro come Presidente perché verrebbe isolato. Ora si possono fare altre cose partendo dalle radici spirituali profonde dell’America. La ricostruzione degli Stati Uniti inizierà dalla Florida e dal Texas.

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