La stella dell'assenzio, Chernobyl

L’apocalisse è un libro di difficile interpretazione che descrive le visioni avute dall’autore, Giovanni, sull’isola di Patmos. Le visioni raccontano la visione di Dio, dell’inferno, del paradiso e della fine dei tempi. Apocalisse vuol dire rivelazione, non catastrofe, ma il solo fatto che ora apocalisse voglia dire catastrofe, una catastrofe assoluta, spiega che il contenuto è onestamente spaventoso. Nel secondo versetto è specificato che è una rivelazione di Gesù Cristo data da Dio. Nel libro è promessa una speciale benedizione a chi lo leggerà.
Oggi sempre più commentatori vedono nell’Apocalisse la descrizione dei nostri tempi. L’Apocalisse esiste da millenovecento anni, e innumerevoli volte qualcuno ha avuto, in questi diciannove secoli, l’impressione che la descrizione riguardasse i tempi suoi: questo dimostra che negli ultimi diciannove secoli è successo di tutto. Negli ultimi anni, però, come non mai, si sono moltiplicate le identificazioni delle descrizioni con i tempi attuali.

Faccio un esempio di una delle innumerevoli possibili interpretazioni

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Questa immagine anche secondo gli antichi padri la Madonna: la Madonna però non grida e non soffre nel travaglio perché è concepita senza peccato, e il dolore del parto è una conseguenza del peccato originale che lei non ha. Se è nel dolore e grida, vuol dire che la Chiesa è in un momento di tragico dolore come mai durante la Storia. Il fatto che la figura sia vestita di sole suggerisce Fatima, il luogo dove la Madonna è apparsa ed è avvenuto il miracolo del sole: se questa interpretazione ha un senso, la visione ha guardato il 1917. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Secondo il linguaggio usato nella Bibbia, soprattutto da Isaia e Daniele, queste parola indicherebbero un organismo sovranazionale che unisca molte ( dieci) nazioni ( corni) e che abbia avuto 7 capi.
Immediatamente dopo l’ultima apparizione di Fatima abbiamo la rivoluzione di ottobre, nasce l’Unione Sovietica, organismo sovranazionale formato in origine da dieci stati (mancavano le tre nazioni baltiche e le tre nazioni transcaucasiche erano riunite in un’unica repubblica transcaucasica) con sette capi, Lenin, Stalin, Chruscev, Brezniev, Andropov, Cernenko, e Gorbachev. Ce ne sarebbe un ottavo, un minuscolo interregno di Melenkov dopo Stalin, che non ha mai contato molto, nessuno lo ha mai sentito nominare salvo gli appassionati di sovietologia: anche l’Apocalisse non lo visto. Con la sua coda il drago distrugge un terzo delle stelle, il potere sovietico distrusse un terzo delle chiese e uccise un terzo dei sacerdoti.

C’è un’altra stella nominata dall’Apocalisse, che potrebbe riguardare l’Unione Sovietica.

Sull’Apocalisse è scritto: brillerà la stella dell’Assenzio, e un terzo delle acque saranno avvelenate.

​Chernobyl in ucraino vuol dire erba amara, assenzio. Dopo Chernobyl la crisi del partito comunista sovietico è esplosa, e l’URSS è crollata. La stella del comunismo non è sopravvissuta alla stella dell’assenzio.

Chernobyl è stato il punto più basso dell’irresponsabilità criminale e il punto più alto del sacrificio

eroico. Una centrale costruita al risparmio con un errore strutturale, mandata oltre le sue possibilità

violando le regole di sicurezza per fare un test inutile.

In Unione Sovietica avevano insegnato che l’atomo è amico del socialismo e che le centrali nucleari sovietiche non avevano mai incidenti, perché erano perfette, e quindi la notte in cui esplose il reattore numero quattro della centrale Chernobyl, adulti e bambini andarono al ponte vicino alla centrale per godersi lo spettacolo di una magnifica luce color lampone. Il ponte è poi passato alla storia come ponte della morte, perché nessuno degli spettatori era ancora vivo dopo cinque anni.

I danni da radiazione sono molteplici. Il cancro della tiroide, che sarebbe stato evitabile se si fossero distribuite compresse di iodio, è il più noto, ma tutti gli organi possono essere colpiti da cancro. Il cancro alla tiroide dava nei “chernobiliani” mostruose metastasi cutanee, perché la cute era stata esposta a radiazioni. Oltre al cancro anche da infiammazioni croniche, dermatiti, nefriti, epatite, terrificanti distrofie ossee. Sui veri numeri della catastrofe di Chernobyl non sappiamo nulla perché sia l’ex Unione Sovietica che l’industria dell’atomo avevano interesse a minimizzare i dati, perché una volta defunta l’Unione Sovietica né i russi né gli ucraini né i bielorussi (a causa della posizione del reattore, quasi sul suo confine, e della direzione del vento la Bielorussia ebbe i danni maggiori) desideravano che il mondo conoscesse la irresponsabilità dei loro funzionari, anche se di un’amministrazione precedente. Inoltre i dati non è che li hanno tenuti nascosti: non li hanno. Un’amministrazione che in Afganistan ha mandato i propri soldati a esplodere sulle proprie mine perché non le aveva mappate, pensate abbia mappato cancri e leucemie? Chi avrebbe dovuto farlo e per ordine di chi?

La Bielorussia e l’Ucraina erano i granai dell’impero. Contadini hanno continuato a produrre cibo radioattivo su campi radioattivi per mandarlo in tutta l’Unione Sovietica. Soldatini dell’armata russa e civili “volontari” sono andati a fare lavori fondamentali, spalare la grafite radioattiva dal tetto del reattore, o inutili, sparare ai cani, per poi portare a casa loro le stesse divise usate in zona radioattiva. Nell’esposizione alla radiazioni si forma un fiume di radicali liberi, che colpisce tutti i sistemi a cominciare da quello vascolare. Già dai primi giorni si sono moltiplicati gli ictus e gli infarti, ovviamente anche mortali, che nessuno ha calcolato come danno da radiazione. Molto frequente l’impotenza, che è un danno vascolare, dei cosiddetti liquidatori, gli uomini che sono andati ad affrontare un reattore nucleare praticamente a mani nude perché non c’erano tute di protezione. Non è stato calcolato come danno da radiazione il suicidio. I bambini malformati sono un esercito e ancora di più i bambini con gravi deficit cognitivi e con idrocefalo. Non sono stati calcolati tutti i morti da infezione per immunodeficienza da raggi.

Su you tube troverete alcune delle foto delle innumerevoli malformazioni, non trovate le foto dei

sarcomi che spesso colpivano gli arti già malformati, non troverete le foto degli incontabili aborti

spontanei e di quelli volontari.

Chernobyl non è stata la catastrofe dell’energia atomica, ma la catastrofe del comunismo. È a Chernobyl che il comunismo ha dimostrato il suo livello di irresponsabilità, di incuria, non certo peggiore della ferocia dei gulag e delle esecuzioni sommarie.

Se avete la tentazione di credere ai dati che minimizzano, leggete Una preghiera per Chernobyl.

A Chernobyl il Male ha acquistato un nuovo volto, ma anche l’eroismo ha acquistato un nuovo

volto. Il mondo si è salvato perché migliaia di uomini hanno combattuto una battaglia terribile.

Preghiera per Chernobyl, l’imperdibile libro della scrittrice Bielorussa premio Nobel Svetlana Aleksievic, rende onore al dolore e al coraggio.

E a questo punto sembra anche sempre più verosimile che l’Apocalisse stia descrivendo noi. Forse vale la pena di leggersela.

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